Il ruolo dell’Interporto di Nola e le notevoli potenzialità del settore intermodale

Un esempio di globalizzazione buona, una forza d'urto straordinaria per attrarre investimenti, un supporto necessario allo sviluppo delle imprese del Sud e dei mercati.

In Italia, la Campania è stata la prima a creare delle Zone Economiche Speciali.

Le Zone Economiche Speciali rappresentano una straordinaria occasione per lo sviluppo dell’economia e della crescita imprenditoriale del Sud d’Italia.

L’Interporto di Nola è integralmente compreso nella ZES Campania. Esso è il più ampio hub logistico del Centro-Sud Italia, attualmente posizionato sui principali corridoi di traffico merci: Nord-Sud Europa, Est- Ovest del Mediterraneo, Asse ferroviario Palermo-Berlino.

È certamente tra le principali strutture logistiche europee. Grazie alle sue infrastrutture l’hub di Nola consente la gestione internazionale delle merci attraverso quattro modalità di trasporto: 

  • Stazione ferroviaria interna collegata al Terminal Intermodale, gestito da TIN (unica piattaforma in Italia con stazione privata interna);
  • collegamento diretto alle principali arterie autostradali (A16; A30; A1; A3);
  • collegamento stradale e ferroviario ai 4 principali porti del Mediterraneo (Napoli, Salerno, Gioia Tauro e Taranto);
  • prossimità all’aeroporto internazionale di Napoli Capodichino.

L’Interporto di Nola è grazie alla qualità dei suoi servizi l’unica struttura logistica intermodale in Italia in grado di offrire un sistema di trasporto combinato (anche con stoccaggio, movimentazione e manipolazione delle merci) e coniugare le richieste di servizi (di alta qualità) con nuove politiche del trasporto, in particolare l’intermodalità e il trasporto sostenibile. 

Al suo interno è infatti dotata di una stazione ferroviaria privata gestita da RFI (Rete Ferroviaria Italiana) che direttamente collegata al Terminal Intermodale consente ai treni di standard europeo, con lunghezza fino a 750 m l’ingresso in “blocco” velocizzando il trasferimento e il temporaneo stoccaggio delle unità di carico e pertanto la relativa messa a disposizione delle merci.

È  a questo proposito che secondo il rapporto effettuato dall’ Associazione studi e ricerche per il Mezzogiorno (SRM), la trasformazione dello scalo navale in un punto di raccordo intermodale, dove sia possibile effettuare scambi merci con il sistema ferroviario o stradale, contribuisce ad attrarre investimenti, favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro e l’incremento dell’innovazione.

Allo stesso tempo, le cospicue risorse dell’Unione Europea potrebbero essere impiegate per colmare le carenze strutturali (in termini di finanza pubblica) del nostro paese, soprattutto nel Mezzogiorno.

Da qui la necessità di un sistema logistico e intermodale in grado di servirlo. 

Per il futuro lo scalo punta non solo a crescere nel settore intermodale, attraverso l’ampliamento dell’area interportuale e la valorizzazione del sito esistente ma anche a svilupparsi dimensionalmente, attraverso l’attrazione di nuovi utenti (logistica, servizi e light industrial), anche in considerazione delle prospettive di sviluppo della Zona Economica Speciale.

<<L’utilizzo strategico della piattaforma intermodale contribuirà a dimostrare che facendo sistema ce la si può fare, l’occasione è storica ed è tempo di cogliere le potenzialità del settore intermodale.

Continuare ad investire in quest’area significa migliorare l’efficienza portuale e valorizzare la sua catena logistica promuovendo una visione sostenibile e proficua per il rilancio del Mezzogiorno>> ha dichiarato Letizia Cimmino, Amministratore di Forniture Tessili Cimmino (https://www.cimminotessile.com).

Se vuoi conoscere il nostro programma per la sostenibilità visita il nostro sito all’indirizzo: https://www.cimminotessile.com/programma-per-la-sostenibilita/, contattaci oppure vieni a trovarci in fiera a EXPOdetergo, Milano, ottobre ‘22

Nola, 22 agosto  2022