La strategia cinese nel Mediterraneo e le opportunità da non perdere per l’Italia

La presenza marittima e logistica della Cina nell’area Med & Gulf: da mare di transito a mare strategico per la creazione di nuove infrastrutture e lo sviluppo di imprese nel Sud Italia.

Nell’attuale epoca di crescente competitività, le principali sfide e rischi che i porti e l’industria marittima dovranno affrontare nei prossimi anni sono legati all’efficienza logistica e alla connettività marittima.

In particolare, la presenza cinese nel Mediterreo è diventata determinante per il futuro della regione. Le compagnie marittime e logistiche cinesi dominano le rotte che collegano la Cina all’Europa lungo la nuova “Via della Seta Marittima del XXI secolo” – componente marittima della “Belt and Road Initiative” (BRI) – e continuano ad acquisire importanti terminali portuali strategici, come dimostrato dai casi di Valencia, Port Said, Vado Ligure, Ambarli, e soprattutto con l’acquisizione del Pireo da parte del gruppo COSCO Shipping.

Il principale obiettivo della strategia cinese attuata nell’area euromediterranea è quello di individuare hub chiave, cioè punti di ingresso per il suo traffico lungo le principali vie che danno al Paese la possibilità di raggiungere importanti mercati interni.

All’interno del disegno cinese l’Italia, primo paese del G7 ad aver firmato l’adesione alla BRI, è direttamente coinvolta, dal momento che, la politica infrastrutturale promossa dalla Cina ha innescato un circolo virtuoso che lo lega ai paesi che si affacciano sul Mediterraneo e che diventano sempre più ricettivi alla sua influenza.

Non a caso i paesi coinvolti nella BRI rappresentano quasi un terzo del nostro export, e gli scali italiani come quelli di Gioia Tauro, Genova, Trieste, Napoli, Salerno, La Spezia e Livorno stanno già muovendo i primi passi nella definizione di zone economiche speciali che prevedano incentivi fiscali e burocratici per gli investitori.

Essi testimoniano come le infrastrutture marittime, se gestite in modo da cooperare piuttosto che competere a vicenda, possono essere aperte a una pluralità di investitori promuovendo un modello di sviluppo innovativo.

Certamente, la B&R Initiative non significa solo grandi vantaggi economici ed opportunità di crescita per le imprese, ma anche grandi sfide per l’Italia.

Ambientali, prima di tutto, perché parliamo di infrastrutture gigantesche ed estese, e ovviamente sociali, perché si vanno a cambiare modelli di business locali e pertanto le ricadute sul mercato del lavoro non saranno di poco conto.

Per l’Europa, e quindi l’Italia, sarà di primaria importanza mantenere il controllo delle infrastrutture sul continente, con il duplice fine di innovare senza svendere e di creare relazioni commerciali nuove e durature, con la Cina in primis e con tutti gli altri Paesi della Nuova Via della Seta.

<< I porti rappresentano terminali naturali essenziali per agevolare lo sviluppo di relazioni commerciali, creare domanda e nuovi posti di lavoro offrendo una spinta decisiva alla crescita delle imprese nel Sud Italia e per il trasferimento di conoscenze.

È chiaro che essere semplicemente attraversati dal traffico merci è un bene, ma essere destinatari – o origine – delle merci in movimento lo è ancor di più ed è proprio in quest’ottica che si fanno largo le enormi potenzialità dell’ Interporto di Nola>> ha dichiarato Letizia Cimmino, Amministratore di Forniture Tessili Cimmino  (https://www.cimminotessile.com).

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Nola, 20 luglio 2022